
Recensione
“ non era scienza, era devozione.”
Ci sono filosofe che non amano la poesia. Trovano, forse, che sia una porta aperta da cui è facile passare, da cui tutte/i possono tentare una fuga che non porta a niente. La poesia, però, non è di tutte/i, anche se in certi periodi è cosa di tutti i giorni e la si trova in luoghi che sembrano circondati da non poesia e pare venire da cose minime e somigliare alle briciole che cadono, alla mano che s’apre, a un colpo sull’uscio, all’attimo prima dell’accadere o a quel silenzio fatto di non mancanza che fa chiudere gli occhi mentre ridi.
Disarmati misurano la propria dismisura. Sono raminghi, hanno carte di viaggio dove la parola indifferenza non compare mai. Aprono tutte le porte non per ricompensa ( o riconoscenza), ma con “ felice noncuranza “. Che tutto questo cambi o non cambi il mondo non è motivo per la poeta di un no o un sì. I no e i sì di una poeta sono sempre sontuosi, sono il suo compito senza abbecedario.
Eppure il verso sciolto della Cavalli ci vizia. Ci vizia , ancora, ne La Guardiana (Nottetempo ediz.) dove una espertissima apritrice di porte ci mette a parte della sua scienza, che non è scienza ma devozione.
In 200 versi, la bambina - senza striscia dei Peanuts - che miracola le serrature diventa l’amante che scopre “ che il piacere non ha porte e che se mai l’avesse stanno aperte, che potevamo allora rimanere fuori sfornite arrese tutte e due alla pari giocando io alla porta e tu alle chiavi.” ( La Guardiana).
“Ci sono forse altre città nel mondo / che hanno piazze più belle delle nostre…?” ( Aria pubblica)
Io dico di no anche se il mondo è grande .
Nadia Agustoni (1964) ha pubblicato diversi libri di poesia per le edizioni Gazebo ( Firenze): Grammatica Tempo ( 1994); Miss Blues a altre poesie (1995); Icara o dell’aria (2000); Poesie di corpi e di parole (2003) Quaderno di San Francisco (2004); Dettato sulla geometria degli spazi (2006); Il libro degli haiku bianchi (2007). Collabora a riviste, siti internet e blog letterari con articoli, saggi, recensioni.
da "Pigre divinità e pigra sorte"
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Amore non mio e neanche tuo
ma chiuso prato dove siamo entrate,
da dove poco dopo sei riuscita
e dove io infingarda ho fatto casa.
Io guardo te da dentro che stai fuori,
che gironzoli ai margini distratta
e a volte ti avvicini a controllare
se ancora sono lì ferma e stordita.
L'Eden
E io me lo rifaccio.
E visto che ci sono lo miglioro.
Patrizia Cavalli
da "Sempre aperto teatro"
Ma voi siete cristiani ?
Allora siate cristiani.
La sera si potrebbe.
é per questo potere che è la vita,
questo ritardo. Questi mazzi di fiori
non portati, poi in un sol colpo
in morte consegnati. Quanti fiori!
Eppure si potrebbe.
Uscire, varcare, raggiungere.